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a 10 anni dalla cessione
  la nostra storia..

        

Radio Venezia Sound parla di Radio Venezia Sound


Rvs Begins..

la mia personale iniziazione, con le onde radio fu circa ad 8/10 anni con un elegantissimo ricevitore a valvole della nonna,
 l' Allocchio Bacchini excelsior, ora un vero cimelio.
Amavo ascoltare i segnali più lontani come quelli Russi, chissà forse con la fantasia magari cercavo di ascoltare qualche segnale extraterrestre, poi + avanti verso il 79  passai ai CB, i famosi baracchini a 27MHz...ero un fans del canale 8

Avendo una gran passione per la musica nell'80 iniziai a scoprire ed ascoltare le ottime voci che trasmettevano nelle radio private,
nel veneto erano moltissime, su tutte preferivo la classe di radio Padova, specie di sera, dove c'era pure Maurizio Maressi futuro editore, alla mattina non perdevo mai Cristina Dori.

Fra i personaggi dei network amavo ascoltare Gianni Riso a studio105 , anche erredj mi piaceva, ma
su tutti chi mi fece davvero divertire fu Radio Milano International dove ascoltavo spessissimo il Fausto Terenzi show!

Di lì al mondo radiofonico 88/108 ,il passo fu breve;

Roberto Venturini divenne il  mio primo socio:
già “infarinato” di radio dopo aver trasmesso

in varie emittenti e fresco di studi in telecomunicazioni decise di mettersi in proprio con la radio

assieme al sottoscritto facendone subito una vera scelta di vita,

La storia:

1984,
a Venezia le radio erano moltissime,

 l'FM era davvero a pieno regime (nel bene e nel male) pochissime però avevano una conduzione  per così dire professionale
 24 ore su 24.

In ogni compagnia dell'epoca c'era l' amico o l'amica che "faceva radio" e che poteva eventualmente agevolare l'inserimento dell'appassionato di turno.

Con l'estate alle porte, complice un maggio 84' molto caldo, fra vecchi colleghi dj si discusse molto sul progetto
"Venezia Sound": gestire in proprio una radio tutta nuova con le nostre idee.

dopo  anni di "passione" in varie radio della città (fin dall'80) giunsero al culmine le prime divergenze con le mentalità dei gestori locali, troppo legate a vecchi schemi. Le trasmissioni in dialetto e “ciàcole” facevano più ore di un orologio per accontentare gli inserzionisti, che spesso erano i titolari della stessa radio o del bar all'angolo. Purtroppo lo spazio riservato ai più giovani ed innovativi era davvero risicato.


Tengo a precisare che nonostante il formato casereccio, all'interno di queste radio c'erano comunque introiti economici di buon rispetto; in queste realtà vi fu chi riuscì a portarsi a casa buoni cachet

specialmente con gite “ mangia e bevi “e serate danzanti.

Per poter conquistare nuovo audience ed ottimi sponsor pubblicitari bisognava cambiare modo di pensare
 produrre un ora di "commerciale" su 24 di musica veneziana e "ciàcole" non portava a nulla e quindi
con tutto il rispetto per questo format, la nostra decisione fu di aprire una nostra radio anche col supporto “morale” di alcuni speaker. Per noi l'emittente era anche una questione di stile!

Verso la fine delle vacanze Ferragostane dell'84 avevamo già trovato la location a cannaregio,
installata l'antenna e le apparecchiature di bassa frequenza (mixer microfoni e compagnia bella per i profani).

era una ex sede di un partito politico.

A settembre 1984 Iniziammo le trasmissioni con la frequenza 95.250 che era già operante con postazione in Dorsoduro S.Agnese, proprio davanti ad un famoso squero di gondole; naturalmente l'antenna era sulla casa del socio Roberto V. al quale devo riconoscere di aver acceso la frequenza per primo, di aver trovato la prima sede nel sestiere di cannaregio al 2263 ed aver apportato molta strumentazione fra cui il mitico compressore DBX , l'altra frequenza fu la 98.500 di Venezia città

nel sestiere castello, e la 97.400 che però fu spenta dopo vari mesi.

La società fu costituita all'inizio da 3 soci: Venturini Roberto, Alessandro Berto & Roberto G. Milani


quest'ultimo dopo un iniziale entusiasmo per alcune divergenze non fece più parte della società,

subito però trovammo l'appoggio di un ns grande amico Stefano Rampinelli, anche lui speaker radiofonico che aveva l'esperienza e la fantasia necessarie per gestire l'emittente specie per la parte artistica.

Dall'8 aprile 1986 nel pieno degli anni 80 Radio Venezia Sound proseguì la sua ascesa.

Per espandere il segnale anche alla terraferma nel febbraio 1987 fu decisva l'acquisizione della frequenza 98.500 di RMI radio Marghera International postazione Vempa auto in Rampa cavalcavia 28 a Mestre.

In proposito desideriamo fare un saluto ad Enrico e Riccardo: "i Piva" che con non poca commozione, decisero di cambiare attività.

PONTE IN UN FIUME DI GUAI:

L'antenna locale in Mestre era un vero MOSTRO, sia in altezza che per numero di file di Elementi radianti direttivi ben 24 dipoli a 3 elementi in alluminio e parecchia potenza , 2 amplificatori lineari accoppiati erogavano 3000 KW con tanto di luce rossa di sicurezza nella sommità, seconda solo a quella della famosa radio Superradio che la sovrastava  anche per via dell'edificio più alto. La prima bolletta fu 2milioni e mezzo. Una volta arrivò persino una QSL di un radioascoltatore dalla Finlandia che per la propagazione del segnale ci inviò a più riprese anche una cassetta con le prove di ascolto.
 Un nostro spot che arrivò in Finlandia a Turku fu ..Trattoria alle Bronse da Berto Marcello e Cecilia in via terraglietto a Mestre!

GODZILLA durò ben poco poichè nell'estate dello stesso anno a sei mesi dall'acquisto una tromba d'aria la fece schiantare al suolo:

fu un nostro collaboratore dell'epoca ad avvertirci con una telefonata

da far rabbrividire qualsiasi editore radiofonico, il tono della chiamata fu più o meno così :


Ragazzi sono Michele..il segnale "Frigge".. non sento più la radio, forse avete il "ponte spento...eppoi dal terrazzo... non vedo più la luce forse la corrente è mancata... ma probabilmente mi sbaglio...

eh si!

Il palo aveva collassato avvitandosi su se stesso a causa della tromba d'aria che era passata proprio sulla Vempa ed aveva terminato la sua corsa addosso all' Hotel Ambasciatori di Mestre portandosi via pure la mezza insegna che tristemente rimaneva: IATORI.

I pompieri subito accorsi fecero del loro meglio per mettere in sicurezza l'antenna.
 Miracolosamente "l'aereo" cadendo non procurò danni a persone o cose, il resto lo fece la ditta ELTE incaricata della manutenzione che subito affermò: il palo era a rischio.. eppoi all'epoca non si usava il parafil, almeno in locale...


Furono dei brutti momenti che fortunatamente superammo brillantemente. In 3 o 4 giorni l'antennone tornò a trasmettere, con le ovvie modifiche di sicurezza; optammo per una soluzione meno aggressiva puntando più sulla qualità che nella quantità delle

antenne, non procedemmo neppure giudizialmente contro i precedenti titolari, visto l'evento

naturale di eccezionale portata, ed un poco per il nostro spirito, un poco boy scout.

Far lavorare gli avvocati non era ancora il ns obiettivo.

Ricordiamo le lacrime di Enrico di RMI che aveva visto morire la sua "ex creatura".


Nel frattempo l'estate era nel pieno del suo corso ed iniziammo delle meravigliose feste sponsorizzate dalla ns radio, le discoteche del Lido di Venezia, e non solo, erano un ottima cornice per farci conoscere "LIVE".

Acquistammo i sistemi ciclici a Bobine Revox b77, permettevano una maggiore libertà d'azione sostituendo i vecchi lettori a cassette dell'epoca (1 buco ogni 45 minuti...vergogna!).

Nel febbraio 1988 anche il terzo socio Stefano Rampinelli decise di lasciare l'esperienza radiofonica e lo fece sentendosi più adatto a fare il PR nel mondo delle discoteche. Orari e impegni (le beghe) che comporta l'ambiente radiofonico evidentemente non erano compatibili con il suo carattere.


Stefano doveva fare quindi una scelta; tornammo dal Notaio dove ormai eravamo di casa, e restammo ottimi amici sfruttando la sinergia radio/discoteca in più occasioni.

Da quel momento decidemmo che la radio era meglio gestirla in 2 a tempo pieno con i collaboratori.

UNA RADIO MOLTO ARTIGIANALE ma tosta...

In questa situazione noi 2 soci avevano parecchi compiti, non solo trasmettere e gestire la pubblicità, ma occuparsi anche della parte tecnico amministrativa che non era affatto semplice, molto stressante specie nel settore dei rapporti con le altre radio e con il Ministero delle Poste, la famosa ESCOPOST temuta specialmente da chi malauguratamente "invadeva" 

le frequenze aeronautiche, (o piuttosto veniva ripetuto  sopra apposta  da concorrenti sleali).
Un altro cruccio era   la burocrazia in generale,
(ad esempio all'epoca non fu semplice da noi a Venezia registrare la testata giornalistica)

Quasi UN PIZZO D'ANTENNA

Con il passare degli anni non eravamo più tanto dilettanti allo sbaraglio, nell'etere regnava molta confusione e qualche mafiosetto da strapazzo usava accendere frequenze di impianti dichiarati ad arte e mai utilizzati sopra altre frequenze per farsele pagare , più di qualche ns collega dovette acquistare frequenze fantasma pur di trasmettere con tranquillità.

Alla fine degli anni 80 si cercò di regolamentare il settore con la famosa legge Mammì che mise una pezza al settore.

 Si cercò di far desistere i soggetti più piccoli richiedendo una marea di carte bollate, (almeno il 20% della programmazione doveva essere dedicata all'informazione) ed inoltre furono chiesti costosi canoni di

concessione promettendo frequenze indisturbate col piano delle radiofrequenze, contributi di stato e l'individuazione dei siti di trasmissione comuni per le antenne. Alla fine visto che

le cose erano molto più complicate, tutte le radio specialmente quelle locali come la nostra subirono solo i costi ma non i benefici della legge (ricordate la famosa filastrocca di Siòr Intento?) nessun piano

, nessun sito di trasmissione, poche agevolazioni con le provvidenze, se non per grosse realtà o per gente più furba, ma comunque i doveri burocratici ed economici per tutti, un vero pastrocchio, in ogni caso W l'Italia!

La nostra emittente resistette al passaggio epocale del 90, grazie anche al nostro ottimismo, ed ottenne la tanto agognata Concessione, pagando all'incirca 5 milioni all'anno di tassa, solo per trasmettere, oltre a tutte le tasse che si pagano di norma come società. inps inail commercialista collaboratori... etc. Nel ns settore c'è pure la siae pagata fino all'ultima lira.

Chi con la siae fece il furbetto ebbe grossi problemi fino ad arrivare in tribunale e sui giornali, all'epoca si titolò:
Radio non paga la Siae: "bavaglio al disc jockey"

Solo qualche Super furbo riuscì a non pagare quanto dovuto, probabilmente chi doveva miliardi ha sfruttato l'opzione degli avvocati luminari che riescono a togliere dai pasticci l'editore più scaltro.

Tutte le tasse, sommate ai costi di gestione arrivavano all'80% di spese (questo per rispondere a chi

pensa di accumulare soldi con un emittente locale, pur commerciale)
 insomma onestamente con la radio locale in Italia non ci si faceva la Ferrari .

Mai e poi mai nei nostri 15 anni di attività ricevemmo soldi pubblici o comunicazioni di bandi di gara, neppure per la collaborazione con il comune di Venezia per via dell'acqua alta , la protezione civile o le trasmissioni per gli immigrati...concedeteci questa  critica relativa  alla miopia di certe amministrazioni locali.

Molti editori radiofonici a quei tempi ebbero la peristalsi torpida, e vari eczemi,

nulla di più, insomma fu un periodaccio.

Da ricordare la crisi economica degli imprenditori del settore abbigliamento (30% 40% dei ns spot) che in quegli anni tagliarono gran parte delle spese pubblicitarie, cercammo e trovammo con successo dei diversi clienti, un nuovo mercato di inserzionisti più svariati evitarono le perdite che poi si aggiunsero alla pur modesta ripresa del 1994-95 dando nuova linfa alle nostre casse.

MEMENTO MORI post 1990

Molti editori radiofonici chiusero, anche con dolorose deficienze di cassa; altri semplicemente spensero tutto nell'oblio. Pochi fecero l'affare di vendere perchè all'epoca spesso ci si faceva largo a colpi di cause e watt, e una radio tanto disturbata era poco appetibile se non da chi vi stava sotto a disturbarla facendolo apposta.


Anche noi pagammo "dazio" facendo causa ad una emittente, spendendo milioni per pagare la parcella ad un famosissimo avvocato di Milano, alla fine ci inviò un collaboratore per via degli impegni TV che aveva. Tutto venne combattuto con un domicilio legale a Venezia che non poteva competere, nonostante le indicazioni fornite. Fortunatamente il "700" servì a fermare chi voleva aumentare i watt ma non ci venne riconosciuto + di tanto il danno...e vabbeh!

Romolo sei stato bravo!

Ci fu anche un comico/catastrofico episodio, durante l'organizzazione di una festa di capodanno

"AL CASON" del Lido di Venezia, durante un trasporto su barca tutta la strumentazione “affondò” sotto la pioggia battente costringendoci ad usare alcuni apparati di vera fortuna. Che botta!


SPOT & BREAKS

A Venezia e Mestre il mercato pubblicitario riservava ottime potenzialità, avevamo un invidiabile quota di questo mercato, la cosa più bella che spesso accadeva era che i clienti inserzionisti ci chiamavano per farsi pubblicità.

Famose le collaborazioni con i migliori studi di registrazione Padovani, fra essi sicuramente gli amici di radio Gemini di Rubano Padova dove all'epoca lavorava un Veneziano doc: l'inossidabile “Pippo” De Csillaghy (premiata gestione Emanuele Conte/G. Guarnier) ma anche i residents Diego Sinigaglia Patrizia Rossi e Danielina Pertile , Emanuele Conte ai giorni nostri ha acceso radio nel web e la sua Wolfy promette davvero bene, complimenti!

Qui realizzammo il DNA della radio, vale a dire un palinsesto ricco di raffinatezze specialmente nei "jingles" cantati, e negli "station break"; molte le ore passate in studio assieme a personaggi che di radio ne hanno fatta parecchia, da prima di noi,

un ricordo/tributo particolare va a Mr. Frank the Voice alias Claudio Faggin classe 1956 che prestò la sua voce e la competenza presso lo studio di radio Gemini per rifare il look al nostro palinsesto, diventò prima di tutto un grande amico che mi catturò con la sua simpatia genuina, e poi un collaboratore, professionale  e capace  , un vero artista al quale potevi affidarti senza problemi, (Pensare che la sua prima professione doveva essere l'odontotecnico), e poi con lui non si parlava di sola radio...

Celebri i racconti delle sue scarrozzate per i colli di Padova... il 164 , la bmw i vestiti di PalZileri, gli orologi;
che uomo incredibile Frank!
Purtroppo in un tragico 1 maggio abbiamo perso questo fantastico amico a causa di un infarto.


la sua grandissima voce  assomigliava incredibilmente a quella di Sinatra del quale sapeva tutto!!

 Frank non poteva non essere protagonista sia ON AIR che nelle serate di importanti locali con l'immancabile repertorio di Sinatra.
(ho pensato di pubblicare questa nostra storia proprio il 25 luglio 2009 data del  compleanno di Frank!)


Le voci dei ns speaker dall'ottima dizione diedero una scossa alle orecchie degli ascoltatori di Venezia, Mestre e parte della provincia.

Dal 90 dopo Padova cominciammo ad acquistare voci, programmi e jingles a Milano, gli studi erano moltissimi,
ma fra i più qualificati scegliemmo il Magic Studio che ora non esiste più.

Passavamo le hit parade con le voci di Benny Brown e Bob Stewart, speaker Americani veri miti dell'epoca; gli sponsor erano ben felici di essere parte di questi format che ricordiamo come uno dei periodi migliori della nostra radio; per molti negozi avere la voce di doppiatori famosi negli spot come Tonino Accolla (Eddy Murphie) di Chevalier (Tom Cruise) o Claudio Capone (Ridge) diventò ben presto usuale, ed i risultati premiarono le nostre aspettative, clienti affezionati e soddisfatti. Ma un nuovo capitolo stava per iniziare...con l'era digitale e l'avvento dei computer non ci siamo certamente messi a guardare.

LA MUSICA:

Per le scelte musicali il nostro formato era per le novità al 65% top 40 con il meglio del meglio , il resto della programmazione era riservato ai sempreverdi di qualsiasi genere ma a scelta insindacabile dei dj, pure la musica Italiana era gettonatissima specialmente alla mattina. Tengo a precisare che, alle emittenti locali specie dopo il 1980 le case discografiche non hanno passato regalie più di tanto, il 95% dei dischi lo acquistavamo da negozi specializzati anche per corrispondenza. Frequenti le sinergie con i negozi di dischi che preferivano la radio per pubblicizzarsi; alcune Major inviavano cd di anonimi cantanti, salvo rari casi l'ultimo di Vasco te lo dovevi proprio comprare.

Fra i negozi che frequentavamo assiduamente sicuramente DISCO IN di Max Perzolla e NEW RECORDS a Venezia, Dischi Arcella a Padova, Good Music o anche SPACCIO 5 a Mestre.

I generi spaziavano (in base ai periodi) con House, Garage, dance commerciale, hip hop acid jazz,

per un periodo vi fu un programma specializzato di Reggae che non diede i risultati sperati

e fu sospeso, evidentemente l'ingrediente troppo condensato non funzionava, preferimmo comunque passare Reggae suonandolo nella play list assieme agli altri brani anche se in percentuale minore.

Ogni genere musicale si rispecchiava nell'abbigliamento dei ragazzi, associandosi ai vari generi, ecco perchè i nostri migliori clienti erano proprio i negozi di moda; la radio ancora oggi è un mezzo pubblicitario potente.

Negli anni arrivò anche la techno music, nonostante la nostra mentalità aperta a tutti gli stili riservavamo solo spazi ben definiti a questo genere in appuntamenti serali o notturni, ma non fu mai un nostro cavallo di battaglia per via dell'associazione Droga uguale musicaTechno

troppi giovani (ancora oggi con i Rave) utilizzano questi suoni per sballare e ammazzarsi.


GUERRE “RADIARI” sei locale? Devi morire!

molti furono i problemi legati alla, “concorrenza”,  con la maggior parte delle emittenti locali commerciali qui in città i
 rapporti erano abbastanza buoni... alla Peppone e Don Camillo per intendersi.

In parole non molto povere nel mondo radio fm chi ha il segnale più forte è il più avvantaggiato.

i segnali delle radio libere si dividono in 2 gran categorie: i locali e i regionali/provinciali; la prima con antenne installate su alti edifici nelle città come nel nostro caso, e la seconda con antenne installate in montagna (esempio Monte Grappa Monte Venda).

La differenza è enorme: il segnale dalla montagn ha una copertura straordinaria rispetto al segnale locale,

chi riuscì all'epoca del pionierismo ad installare un segnale sui monti si è trovato fra le mani una fortuna anche in termini economici.
 I problemi dell'fm “disturbato” hanno radici lontane: dopo il pionierismo, con il boom delle private vennero accese molte frequenze sia locali che regionali, ben presto i segnali si sovrastarono, l'etere divenne presto saturo. Alcune emittenti storiche regionali riuscirono a mantenere il canale libero da interferenze, spesso con cause, dimostrandone il preuso.
Molti impianti locali invece nonostante avessero il famoso preuso su una determinata frequenza faticarono a rimanere indisturbati e vennero schiacciati sempre più dall'aumentare della potenza degli impianti in quota, vi furono frequenze locali che nel 1989 si ascoltavano per 30 km e già nel 94 avevano perso il 70% di copertura.
 Il motivo era, ed è prettamente economico; le cause costano, le perizie giurate dei segnali pure. Chi non  difese il proprio spazio fu destinato a soccombere o a tenersi i disturbi. Non intervenne alcuna legge a limitare le potenze delle emissioni, con buona pace dei costruttori di telecomunicazioni;  nel settore regnò il far west con uno spreco assurdo di watt, ed oggi ci si lamenta anche dell'elettromagnetismo! Con questo “baillame” per fotografare la situazione venne ideato il “censimento” molti furbi forse imbeccati da scaltri tecnici dichiararono (a loro rischio e pericolo) sulla carta potenze di emissione elevate o antenne che ancora non avevano, questo sarebbe servito in futuro per aumentare i watt e quindi disturbare alla grande chi era nella stessa frequenza . E puntualmente accadde: , Radio Y che aveva sempre trasmesso con 1000 watt pian piano arrivò a usarne 5.000 o 10.000 facendo la fortuna degli installatori e la rovina di Radio X , tanto era “locale” e poteva morire. Siccome il diavolo fa le pentole ma non i coperchi qualcuno finì a pestare i piedi alla rai, a a disturbare qualche Network e per lui furono dolori.
Noi cercammo di arginare il problema facendo causa ad un emittente che aumentava segnale ogni mese sempre più e vi abbiamo già detto com'è andata.

Sembra un poco la storia di Don Chisciotte ma è tutto vero.


CONCORRENZA LEALE on the city:

Principale nostra onorevole concorrente fu RADIO SAN MARCO CENTRALE.

RSMC vantava uno storico servizio supportato da molte frequenze che gli garantivano un segnale fortissimo in ogni punto della città, tra le poche con la caratteristica di ben 4 frequenze su un bacino così ristretto, più una frequenza in montagna per la provincia. Il punto debole di RSMC a ns. parere era quello di autoprodurre tutto in casa, la differenza all'ascolto era evidente. Altra emittente che abbiamo stimato per professionalità fu PUNTO RADIO, tra le prime a dotarsi dei nuovi formati in compact disk, belli i jingles e bravi i dj, lo staff di tutto rispetto ci dava filo da torcere, fu però una radio sfortunata perchè chiuse abbastanza silenziosamente, problemi interni posero fine a questa piccola ma ottima realtà.

La blasonata RADIO VENEZIA che trasmette da Mestre con il suo staff aveva parecchia audience, ma non ci ha mai creato grandi problemi concorrenziali, RADIO VANESSA neppure, avendo un format tutto Veneziano.
fra le radio  Veneziane doc vi furono anche Città Di Venezia, San Polo, Dogaressa, Venezia International

CONCORRENZA SLEALE

Alcuni fattacci sorsero con qualche altra emittente a carattere comunitario di cui omettiamo il nome per PUDORE che probabilmente per l'ideologia politica di un paio di componenti interni fece di tutto per ostacolare con metodi poco ortodossi le nostre trasmissioni, a loro dire A-sociali, evidentemente chi operava per profitto non veniva ben visto da alcuni soggetti. Preciso al lettore che la nostra radio fu sempre a-partitica e a-politica ma, nonostante tutto, svariate volte il nostro segnale fu disturbato con portanti mute o fruscii sopra alla frequenza ponte, grazie alla collaborazione di qualche  tecnico compiacente.

E' così che fanno gli incapaci, disturbi e piccoli sabotaggi sono le estreme risorse di coloro che non riuscirono a vendere uno spot al Casinò o ai negozi Casablanca Metropoli

Per far perdere ascolto e inserzionisti pubblicitari c'era proprio questo modo sottile e meschino. Risulta agli atti (06/03/99) un bel resoconto del Circolo costruzioni telegrafiche telefoniche PT che ha disattivato l'impianto disturbatore, in quella occasione siamo stati soddisfatti di aver definitivamente chiarito chi fosse in mala fede , senza scomodare gli avvocati. Signori si nasce!

Ho sempre pensato che il nostro settore fosse preso troppo sotto gamba, rispetto a regole e pene applicate in settori radioelettrici diversi, come quello di cb e radioamatori. Paradossalmente ebbero più problemi legali e multe molti possessori di piccoli baracchini da pochi watt che attacavano un Range Boost o un amplificatore (già negli anni 70 i cb in vendita avevano l' omologazione), rispetto a quelli che accendevano 1000 watt sopra un condominio per disturbare radio Berto & Venturini “i capitalisti” dell'etere , mi spiace per chi ha sempre considerato arrivisti, capitalisti & Co. quelli delle locali commerciali, ma sono appellativi quanto mai fuori luogo, rispondo che eravamo semplicemente convinti che la radio è per prima cosa una grande passione e poi un lavoro, irto comunque di difficoltà. Chi lavorava magari al Comune con la paga garantita o si trastullava al bar 20 ore al giorno sputando sentenze dietro un microfono  in quegli anni aveva parecchio tempo da perdere a danneggiare gli altri.
I personaggi più svariati che con i fumi dell'alcool accendevano micce all'interno della cooperativa di compagnie della birra oggi però non esistono più, si sono annullati a vicenda come quelli che fuggono con la cassa peota, al loro posto fortunatamente esistono i BLOG in internet che non fanno male a nessuno ma che ultimamente per qualche politico ignorante sarebbero da equiparare a testate giornalistiche con tanto di direttore. La responsabiltà di tutti questi problemi sarà sempre dello stato che non ha mai regolamentato con serietà questo far west . Per questo vorrei riavere indietro tutti i soldi dei canoni di concessione indebitamente pagati e fare beneficenza: il canale indisturbato e i siti di trasmissione* che dovevano essere predisposti dai Comuni sono state pure kimere illusorie, la montagna di carte bollate prodotte solo uno spreco di tempo e denaro finito nelle casse Italiane. Alla fine degli anni 90 si arriva al rovescio della medaglia: emittenti che si son viste disattivare gli impianti per le leggi sull'inquinamento elettromagnetico...ma se i comuni quella volta avessero trovato le postazioni alle radio forse oggi.....mah che confusione!


*L’articolo 2 del D.L. 23 gennaio 2001, n. 5, fra l’altro provvede a disporre il trasferimento dei siti di trasmissione radiofonica e televisiva non a norma con i limiti fissati dal D.M. 381/98, prevedendo una sanzione amministrativa pecuniaria fra 50 e 300 milioni per i soggetti che non ottemperino all’ordine di riduzione a conformità e l’eventuale disattivazione degli impianti ad opera delle competenti autorità del Ministero delle Telecomunicazioni, su richiesta del Ministero dell’Ambiente.


CEM e situazioni paranormali

ovvero campi elettro magnetici e POSTAZIONI per le antenne:

il vero cruccio per l'editore radiofonico verso la fine degli anni 80 se ben ricordo, fu ed è anche oggi l'elettromagnetismo con la legge regionale del 93 e 96 ; i mezzi di comunicazione ed altre fonti estranee al settore hanno giustamente dedicato all'argomento un'ampia attenzione, spesso con toni allarmistici , gli studi effettuati in questo campo anche da Regno Unito Australia e Usa dove non si scherza, con la Fed (Food&Drug Administration) hanno portato a opinioni molto diverse, i risultati rimangono contraddittori: alcuni confermano i pericolosi effetti dei cellulari, altri li smentiscono, alcuni soggetti sensibili ai CEM manifestano malesseri, e quindi nel dubbio il legislatore ha usato cautela imponendo limiti molto restrittivi. Fino ad ora, però, non vi è alcuna prova medica che confermi la pericolosità della R.F. Radio e dei telefoni mobili o la possibilità che l'utilizzo di questi ultimi possa causare cancro, leucemie o altri problemi di salute;

In ogni caso il campo è vasto, esistono diversi livelli di frequenze

(0-100 KHz / 100KHz 10 Mhz / 10 Mhz e oltre) pare che le basse frequenze siano le più pericolose per i bambini come ad esempio i CEM generati dagli elettrodotti

rapportare una potente antenna ovvero le antenne di Radio Vaticana a S.Maria Galeria con 2 è più trasmettitori Telefunken da 500 Kilowatt o il mega elettrodotto ad una piccola stazione radio locale come la nostra fa un poco sorridere ma in ogni caso la legge ha dato regole ben precise e non mancarono le preoccupazioni, specie per emittenti che utilizzavano in pool le antenne in un unico traliccio con diplexer. Ad esempio nei garages di P.le Roma a Venezia, i livelli di legge venivano superati a causa della concentrazione di impianti e dovettero abbassare i watt.

(una volta nel 75 con 15 watt si copriva una piccola città oggi 1000 sono insufficienti)

Psicosi e ansie si moltiplicarono a dismisura anche nel nostro piccolo

quando qualche inquilino timoroso vedeva l' antenna gridava al mostro; un giorno chiamò in radio una signora: Giòvani la vostra radio mi sta rovinando la lavatrice! Non mancarono dispetti al ns contatore enel, telefonate minacciose, non era proprio facile gestire le situazioni Paranormali.

Questo allarmismo specie con mega articoli sui giornali dell'epoca fu sconveniente nella ricerca di altri luoghi di installazione per le nostre diverse antenne ; tentammo la carta degli HOTEL, e dei palazzi più alti ma fu un sconfitta, era difficile installare nuovi impianti, avere la servitù anche pagando un buon affitto, i timori sanitari o dei fantomatici disturbi erano un forte deterrente

per la proprietà degli immobili, in questo settore non mancano le ispezioni a sorpresa da parte delle autorità preposte ed è necessario collaborare accedendo agli impianti celermente.

La “soluzione” a tutti questi problemi è sempre stata quella di suddividere gli impianti evitando postazioni doppie o peggio triple, anche per via dei disturbi a stereo o tv casalinghe. L'uovo di colombo, già noto da tempo in città particolari come la nostra era quello di installare ben camuffate le antenne sui campanili come fu fatto per le sirene dell'acqua alta. Pochi vi riuscirono negli anni 80, solo chi aveva le conoscenze giuste poteva avere il privilegio di accendere un impianto a 60 e più metri di altezza, con tutti i benefici del caso: segnale omogeneo in tutta la città, minori watt, meno interferenze, non servivano tralicci, zero problemi meteo, insomma una vera fortuna essere amico di Don Y , (era poi burocratico avere il benestare dalla soprintendenza ai beni architettonici) probabilmente all'epoca poi la curia non ne veniva neppure informata, se l'antennina non si vedeva il parroco non se ne preoccupava, ed anzi deve aver utilizzato anche per se questo vantaggio, pare che una famosa radio religiosa trasmette dal campanile di San Marco, il più alto della città dopo quello dei Frari, il dipolo orizzontale è ancora lì un poco a vista su un poggiolo lato piazza San Marco.

L'aspetto legale è un poco intricato, e risulta quasi impossibile ottenere un contratto d'affitto,

insomma se l'antenna c'era era provvisoria

sul piacere del parroco, se cambiava il parroco  arrivavano i problemi.

Mancò un coordinamento, o delle deroghe, si sarebbero evitate molte complicazioni. I comuni in occasione della legge Mammì potevano richiedere la collaborazione della chiesa per far installare le antenne nei campanili e creare finalmente siti di trasmissione eccellenti. Noi per postazioni decidemmo di usare la sede della radio e le case, nel 98 ottenuti tutti i permessi necessari finalmente trovammo come già ribadito “provvisoriamente” un ottimo campanile , nel 99 l'antenna invisibile in acciaio era pronta.


LA DURA LEGGE DEL SOLDO:

Con l'avvento della telefonia cellulare nuovi soggetti entrarono in “concorrenza” per quello che riguardava le postazioni d'antenna, le compagnie telefoniche in piena espansione offrivano, ed offrono ancor oggi anche se pare in percentuale minore, canoni di affitto molto generosi, ecco che taluni amministratori di alti palazzi spesso declinarono le richieste alle radio private per accaparrarsi invece i ben più remunerativi telefonini, una legge di mercato che faceva dimenticare in fretta i presunti problemi alla salute (frequenze cellulari 900 Mhz fino 1.8 Ghz). Già da anni in vari campanili di Venezia ma anche su splendidi e notissimi palazzi, son spuntati pannelli per telefonia cellulare, pur ben camuffati da camini etc.
 business is business e per le radio un problema in più.



DIGITAL SOUND:

il Ns primo investimento harware/software fu proprio una speciale regia automatica in HD SCSI

davvero magica per la messa in onda di mini programmi e spot, il famoso "skipper" della Logic Line con jiingle machine, era diventato il cuore pulsante di RVS, faceva di tutto, con quella piccola tastierina campionava, trasmetteva brani etc un vero toccasana per la radio. Successivamente

arrivarono altre macchine e già a fine 95  la radio contava ben 200 Giga di memoria su HD divisi in più pc. All'epoca era un sistema d'avanguardia, per software adottammo Melody radio Maker il programma della Sigma media di Torino che generava play list automaticamente assieme a tutte le Library musicali . Un acquisto importante fu un compressore audio digitale tipo ORBAN di MACH2 che aiutò a rispettare i canali adiacenti pur mantenendo un suono corposo e potente, un piccolo lusso per una locale. Per microfoni e cuffie optammo sempre per dei Shenneiser

fra i primi mixer  un LEM, un POWER ed infine un bel Soundtrax modulare, acquistato dagli amici Walter e Maurizio di Schio Radio City che durò altri 10 anni, anche se DJ Oscar ci fumava sopra di nascosto ogni tanto...nell'89 cambiammo la mitica sede del 2263 di cannaregio campiello dei fiori,  puntualmente in novembre vi arrivava  l'alta marea e qualche vicino si divertiva a tagliarci i cavi dell'antenna. La scelta cadde nel prestigioso sestiere di San Marco al 4346 nella centralissima Corte Coppo presso Calle dei Fuseri, un bel quart'ultimo piano con servizi dal quale si vedeva la Basilica della Salute e la scala del Bovolo. Anche l'occhio voleva la sua parte; alcuni co inquilini la mattina ci portavano pure la colazione, dopo un anno fu restaurato tutto da una ditta specializzata con un sistema di insonorizzazione a piramidali stile Grande Fratello da far invidia pure ad un Network. L'ultimo piano ci consentiva libertà d'azione sulle antenne in caso di guasti (cosa importantissima) nel quale ci stabilimmo fino al 2000...


L'offerta

Come tutte le storie che si rispettano siamo arrivati alla fine (che proprio non ci aspettavamo)

dal 98-99 il mercato delle frequenze subì forti speculazioni, probabilmente si era all'apice

del valore, specie in zone importanti come il veneto e fummo spesso contattati da vari personaggi

che tentavano di mediare e sondare per altri che "aria" tirava,
le offerte comunque non erano state considerate, i gatti & le volpi erano parecchi, e tutto sommato

avendo siglato un importantissimo accordo con la concessionaria di pubblicità MEDIASPOT ci eravamo garantiti ottimi introiti nella terraferma.
Però accadde che ...verso la metà del 99

un famoso gruppo editoriale necessitava di ottimizzare la copertura

di due sue emittenti su Venezia; dopo un attenta analisi tecnico legale durata vari mesi decise che l'acquisizione delle frequenze era possibile mettendo sul tavolo un'offerta molto seria anzi, serissima e decidemmo di accettare.



 Il mondo stava per cambiare, la rivoluzione digitale era già iniziata, i nuovi modi di ascoltare la musica in mp3, l'avvento di internet con gli spot su yahoo, il file sharing, le battaglie legali, l'arrivo dell'Euro .. tutto questo ci ha dato da pensare se il valore delle frequenze radioelettriche locali si sarebbe mantenuto nel tempo, se la radio troppo locale con le sue spese e i suoi grattacapi aveva raggiunto l'apice del successo e quindi se era il caso di tirarsi fuori in quel giro di partita.
 Oggi quasi nel2010 abbiamo la sensazione di aver avuto ragione...dopo il 2000 abbiamo assistito a veri terremoti nell'etere anche da parte di emittenti molto più importanti della nostra che avevano enormi bacini di utenza, per noi fu un vero peccato però , tutti i nostri collaboratori faticarono non poco a “digerire” questa novità, Venezia, salvo una eccezione , ora è davvero orfana di emittenti e non riserva alternative per chi desidera proseguire nel settore seriamente.


dal 2000 le trasmissioni sui 98.500 Venezia , 98.500 Mestre e  95.250 Venezia sono quelle di
Radio Dj e Radio Capital, network radiofonici

SPECIAL THANKS

Meritano dunque un grosso grazie tutti gli speaker e collaboratori che sono passati ai nostri microfoni:

Su tutti un tributo al veterano: Oscar Canal "il folle Oscar" dalla voce potente e

  la forte personalità: una vita per la radio, “grazie Canal”
e grazie anche a...

Andrea Bianchi dj d'elite ,Rossella Rego voce originalissima, Max da Tos il regista  ,

Filippo de Csillaghy: l'Adrian Kronauer della ns radio,  (Filippo a volte era anche meglio) e grazie per le notti insonni
non solo sul mixer,

Giorgia de Simone voce suadente, Cinzia Blonde Kinzika e la sua classifica pump the sound

Jimmy Maddison l'americano a Venezia, Stefano Rampi l'uomo IN, Alberto Fagherazzi e i suoi mixati, Alessandro Fiorani il nostro
 "socio mancato" che all'epoca, con qualche capello in più si carburava di sound sin dal mattino alle 6 con le cuffie Koss,

Elena Bagna , Francesca Ballarin , Ares Nordio dj non stop, Nicola Rovaldi pump up the voice,
Antonangelo De Martini dal Lido con furore,


Marco "the bass man" Trevisan, Tommaso Vianello alias "Tommy Vee" fiòi nò podè", Davide Parma* immancabili i suoi funky huuuaà personaggio musicalmente coltissimo, Fabrizio Baldini il nostro sindacalista , Andrea Costa non stop e.. trasporti, Gianluca Cesconetto from Ibiza Kinkina, la nostra Astrologa: Ada Pavan Russo, tutti o quasi Veneziani d.o.c.

Special guest per serate o mixati: i DJ'S

Massimo Artusi, Davide Golia, Francesco Vozza*che ha collaborato con i suoi mixati  quando la radio era ancora poco più di un embrione, Max Perzolla della disco in,
Danilo Doria, Norris dj, e l'ormai famoso Spiller NANO

non dimentichiamo Augusto Mantovani dell'ex Terminal club,

e Nico del club 22, il dj Alex Sborgi, e ancora Tommy Vee e Andrea Chinellato per le feste ai Granai della Giudecca.
Alex & Giampi i p.r. della mitica discoteca Insomnia di Mogliano (ex Panda) dove all'epoca sponsorizzavamo la domenica pomeriggio (lì suonava da poco un certo DJ Mauro Ferrucci!) Nel nostro sito alleghiamo i vecchi inviti ora divenuti VINTAGE. Se qualcuno di voi ha un Pin's quei distintivi smaltati da giacca, col logo della nostra radio, beh se li tenga stretti perchè sono diventati rarissimi, non li ho neppure io. Nella nostra storia di radio abbiamo fatto 6 tipi di adesivi e anche quelli sono ormai estinti.

*) Francesco Vozza e Davide Parma meritano una nota in più davvero particolare in quanto ci hanno abbandonato prematuramente
lasciandoci senza fiato e senza parole.
 Grazie alla duecentomillesima   a voi  che avete contribuito alla meravigliosa avventura della nostra emittente
(sicuramente ora trasmetterete a radioparadiso)

Tecnicamente parlando:

un ringraziamento particolare anche a Moreno Lucchi della Elte, anche se ci ha fatto mangiare migliaia di panini ad attenderlo su per le postazioni, Walter Salvagno e il suo ex socio che “antennavano” per noi.

alla Ditta Aesse con il nostro alfiere Gianfranco Antonello ed il mitico Renato Salizzato,

la ditta Feel nella persona esclusiva e cordiale di Marino Vannuzzo (venessianii pieni de scheii)

per l'appoggio tecnico logistico. 

Enorme Grazie a Ferruccio Albanese di Radio San Polo che ci ha dato molti consigli e..dritte.
e poi  Sergio “valigia” simpatico rappresentante di dischi in vinile che più per passione che per affari girava le radio e piazzava alla grande i brani più gettonati rigorosamente in vinile.

Per la parte spot e pubblicità non finiremo mai di citare i due nostri migliori amici di sempre OSCAR SGUALDINI & MAURIZIO CASINI della Mediaspot SRL vere primule rosse in questo settore, e Veronica Croce collaboratrice pubblicitaria.

 naturalmente GRAZIE ancora gli sponsor, non potendoli citare tutti abbiamo pensato di citare
quelli che hanno davvero fatto grande la nostra emittente

SPONSOR ISTITUZIONALI DELLA NOSTRA RADIO:

CENTRO FOTOCOPIE MICOUD
METROPOLI: SILVANO &  FRANCA
CASABLANCA: ROBERTO & DARIO
RISI & BISI STORE: ALFREDO
COKA CLUB: ROBERTINO

PELLICCERIA LADY CA' D'ORO: GIANNI
CROVATO LUMINSECENZE : BOVO ANGELO

TERMINAL CLUB
CALLEGARO GIOIELLI

ALFREDO ALFREDO
PIZZERIA AL SALOON: CLAUDIO
PIZZERIA AI PADOVANI: RUDY
DISCO IN : MAX
NEW RECORDS: LELE & CRISTINA

VIRTUALIA

PUNTO VIDEO: FENER
SAXY
CALZATURE SPEEDY GONZALES

EL SOUK: FRANCO

MISTERO: ALBERTO
CENTRO ESTETICO KNOSSOS: DANIELA

RISTORANTE ALLE BRONSE: MARCELLO

VETRERIA LORAL: MANOLA
GRANT: TONY ROCCA

IL PRIMO CLIENTE DI RVS: ERBORISTERIE RIUNITE (1985-86)


- spero di aver ricordato tutti, non ce ne voglia se qualcuno è stato "desmentegà ostregheta" se volete scriverci mandate la

vs e mail a sandrino64@libero.it -


 se vi avanza una frequenza ditecelo, non si sa mai...




Sound organization alcuni inviti delle feste